Le partiture sono utilizzabili a soli fini didattici o di ricerca scientifica e senza scopo di lucro.
(art. 70, c. 1, L. 22 aprile 1941, n. 633, introdotto dalla L. 9 gennaio 2008, n.2, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.21 del 25 gennaio 2008)

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sabato 28 aprile 2007

La barbiera francese

(Nigra 33)
"La canzone della Barbiera è venuta in Piemonte dalla Francia. Le lezioni francesi a me note sono quelle della Franca Contea, pubbli­cate da Max Buchon e da Beauquier, quelle del Velay, pubblicate da V. Smith, e le bressane da Guillon . In queste lezioni il galante dice alla bella barbiera che ha cambiato di colore per i di lei begli occhi, o per l'amore che ha per lei, o per i di lei amori; ed essa gli ri­sponde che i suoi amori e il suo cuore non sono per lui, ma per un altro e che viaggiano notte e giorno sulla Senna, o sul mare. In una bressana, l'amante preferito è il figlio del re d'Inghilterra. Questo finale, nelle lezioni piemontesi, è sostituito da uno ben diverso che sembra tolto da altra canzone e che apparentemente non ha nulla che fare con ciò che precede. « Quali sono i vostri amori? » Cosí il finale della canzone piemontese. — La barbiera risponde che sono il re di Francia e l'imperatore, ma che sceglie il re di Francia. Io so­spetto che questo finale sia stato appiccicato alla lezione piemontese quando la canzone, venuta di Francia, sarebbe stata applicata a Maria Cristina, figlia di Enrico IV e di Maria dei Medici, detta Madama Reale, duchessa reggente di Savoia, nel tempestoso periodo del suo governo in Piemonte durante la minorità di Carlo Ema­nuele II. La canzone sarebbe cosí divenuta di qua dall'Alpi un'allu­sione satirica alle sollecitazioni d'alleanza di Francia dall'un lato e d'Austria dall'altro lato, contro le quali ebbe lungamente e penosa­mente a dibattersi la duchessa reggente. La preferenza francese, mentovata nel canto, accennerebbe, in tale ipotesi, alla risoluzione presa dalla duchessa di conchiudere colla Francia il trattato d'al­leanza del 1638 (3 giugno), contro l'Austria. Questa supposizione poggia, a vero dire, su fragile base. Basti pertanto l'averla accennata.Vi è pure una canzone catalana che, nella prima parte, è press'a poco identica colla francese e colla piemontese, ed è quella pubblicata da Milà col titolo La barbera di Francia'. Anche in questa il finale è diverso da quello delle altre. Alla barbiera che gli domanda perché abbia cambiato colore, il galante risponde che è la di lei bellezza che gli ha trafitto il cuore. Chiede del marito. La donna risponde chi: è andato a pescare con tutti i suoi servitori. A mezzanotte il marito arriva, il galante lo pugnala. Il mattino questi è legato e condotto in carcere. Non m'arrischio a dire se questo finale appartenga alla can­zone fin dall'origine, e se la lezione catalana debba ritenersi come piú compiuta e piú genuina delle francesi.Ma qui non finiscono i destini di questa canzone. Essa fu pure saldata colla canzone Il ritorno del soldato in una lezione di Sale­Castelnuovo (Ivrea), in una di Valfenera (Asti), e probabilmente in altre non ancora pubblicate. La saldatura comincia dopo che il galante ha detto che ha cambiato colore vedendo le mani cosí bianche della barbiera. Questa si mette a piangere e dice che piange del ma­rito assente, con quel che segue, come nella canzone del Ritorno del soldato."
Da "Canti popolari del Piemonte" - Costantino Nigra - Einaudi
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Partiture:
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arm. S. Cavallo
TTBB
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Una versione toscana
arm. Claudio Malcapi
TTBB
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Una emiliana
arm. Giorgio Vacchi
TTBB
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la stessa per coro misto
arm. Giorgio Vacchi
SCTB
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