Le partiture sono utilizzabili a soli fini didattici o di ricerca scientifica e senza scopo di lucro.
(art. 70, c. 1, L. 22 aprile 1941, n. 633, introdotto dalla L. 9 gennaio 2008, n.2, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.21 del 25 gennaio 2008)

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sabato 26 maggio 2007

The Musical Salvationist (2)

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L'esercito della salvezza è un'organizzazione cristiana evangelica non militare fondata in 1865. A volte è considerata erroneamente come un’organizzazione di carità e di servizi sociali; tuttavia, fa parte della chiesa cristiana tradizionale ed ha come relativi obiettivi: “L'avanzamento della religione cristiana come promulgamento nelle dottrine religiose.
Questo è un vecchissimo libro trovato in un mercatino delle pulci, che un po’ alla volta posterò.
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Partiture:
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20
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giovedì 24 maggio 2007

Ambulanti





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Stagnini, seggiolai, spazzacamini, arrotini…ecc. ecc. Tutti accomunati da una caratteristica: La passione per le massaie loro clienti.
Arrivavano dai monti, dall’Oriente, da Trieste, da Piacenza o da chissà quale altro luogo e giravano per le strade del paese, annunciavano gridando la loro venuta e aspettavano che le donne uscissero di casa con eventuali lavoretti.Ecco allora che i doppi sensi a sfondo erotico si sprecano in queste cante che, diffuse dagli stessi ambulanti, sembra potessero avere anche una funzione sostanzialmente pubblicitaria.
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partiture:
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tre spazzacamini veneti
arm. Gianni Malatesta
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arm. Giorgio Voltolina
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arm. Loris Tiozzo
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un seggiolaio trentino
arm. Antonio Pedrotti
TTBB
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un arrotino toscano
arm. Claudio Malcapi
TTBB
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un altro trentino
arm. Renato Dionisi
TTBB
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uno stagnapadelle emiliano
arm. Giorgio Vacchi
TTBB
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lo stesso magnanello adattato per coro misto
arm. Giorgio Vacchi
SCTB
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dei calderari triestini
arm. Paolo Bon
TTBB
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e dei calderai emiliani
arm. Giorgio Vacchi
TTBB
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e ci infiliamo anche un ortolano trentino
arm. Roberto Di Marino
SCTB

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martedì 15 maggio 2007

La guerriera

(Nigra 48)
“….Il riscontro di questa canzone si trova in Francia, nella regione della Lingua D'Oc, nella valle bearnese d'Ossau. Sventuratamente la canzone linguadochese non è intiera. Ma quel frammento è pre­zioso perché indica l'esistenza della canzone nel mezzodí della Fran­cia, dove io l'aveva appunto sospettata fin dal 1858.
Esistono in Francia altre canzoni sul tema di una ragazza che va a fare il soldato, ma non hanno punto che fare colla forma speciale di quella della Guerriera .
Questa invece ebbe una grande espansione in Portogallo, dove ha vita rigogliosa sotto i titoli di Donzella que vai à guerra, Dom Martinho de Avisado, Dona Leonor, Dom Carlos, Dom Ioào, Dom Bardo, Donzella guerreira ….”

“…. Il tema della nostra canzone si trova pure trattato nei canti popo­lari illirici, e vi è trattato in modo analogo, col medesimo processo e con molti tratti simili. Lo stesso tema è nei canti greci, ma senza alcuna analogia caratteristica.
Per noi il fatto importante si è che la canzone si trova nella mede­sima forma e coi medesimi tratti nell'alta Italia, nella Francia meri­dionale, in Portogallo e nelle isole Azzorre. In qual modo può spie­garsi la coesistenza di una e medesima canzone in questi vari paesi? Nella prefazione alle lezioni da me pubblicate nella « Rivista con­temporanea » sopra citata, io scriveva a questo proposito : « Qualun­que sia l'origine (della canzone), io penso che non altramente che dalla Provenza (presa qui nel senso di tutta la Francia meridionale) venne trasmessa alle due penisole, italica e iberica, passando poi colle prime crociate in Grecia e nei paesi slavi »…..”
Da "Canti popolari del Piemonte" - Costantino Nigra - Einaudi
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Partiture:
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arm. Pasquale Amico
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due versioni toscane
arm. Claudio Malcapi
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arm. Claudio Malcapi
TTBB
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ed una veneta
arm. Renato Dionisi
TTBB
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domenica 13 maggio 2007

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Presto posteremo altre partiture.
Ma se qualcuno si facesse avanti per darci una mano...Aiutateci, in rete non c'è quasi nulla per coro popolare, solo madrigali villotte et varie...
Accettiamo volentieri anche qualche suggerimento

sabato 5 maggio 2007

La sposa morta

(Nigra 17)

Di questa patetica canzone pubblicai nel « Cimento » del 1854 una prima lezione piemontese, che ebbe l'onore d'una parafrasi poe­tica di Giovanni Prati e d'una traduzione in versi italiani di Antonio Peretti (1). Una lezione dell'alto Monferrato, una emiliana e una del basso Monferrato furono poi stampate da Giuseppe Ferraro, la prima nel 1870, la seconda nel 1877, la terza nel 1888, e una veneta dal Bernoni nel 1873 (2). Giuseppe Ferraro ne diede una traduzione italiana nel giornale d'Alessandria « Eco degli Studenti » del 1865.La canzone è sparsa in tutta la Francia in numerose lezioni. La prima delle due pubblicate da E. de Beaurepaire, e anche quella del­l'Atger (3) sembrano avvicinarsi piú di ogni altra alle lezioni piemon­tesi che si possono riassumere come segue. Gentil galante, che in alcune lezioni è soldato e viene in congedo per vedere la fidanzata o la sposa, sente sonar da lontano le campane. Va a casa, domanda della bella. Gli si risponde che è portata in chiesa per la sepoltura. Egli va in chiesa, ovvero va incontro al corteggio e interroga la morta. Le chiede un bacio. La morta risponde : — E come baciarvi? La mia bocca che era di rose e fiori, sa ora di terra. Il vostro anello l'ho ancora in dito, prendetelo, datelo ad un'altra e pregate Dio per me. Nella lezione dell'Atger la morta dice al fidanzato di dar l'anello alla sorella di lei e di amarla. — Le darò l'anello, egli risponde, ma non potrò amarla. Farò fare un romitaggio e là finirò i miei giorni. —In altre lezioni francesi, l'amante, vista la sposa morta, muore an­ch'esso (4). In quella pubblicata dall'Ampère, e nella seconda del Beaurepaire (5), ove sembra che ci sia confusione con altra canzone, la morta dice che è nell'inferno, dove c'è posto anche per lui se non si ravvede. La lezione pubblicata dal conte di Puymaigre, e quella stampata nella « Mélusine » (6) da F. Bonnardot, concordano colla monferrina e colla veneta, nella conclusione, che fa tornar l'amante al reggimento. In quella pubblicata da Decombe egli dice che vuol esser sepolto vicino alla morta (7).
La canzone, secondo il solito, dalla Francia del mezzodì s'infil­trò in Catalogna, lasciando anche qualche leggera traccia in Porto­gallo (8).Per la connessione che questa canzone può avere colla ballata an­glo-scozzese Lord Lovel e coi canti popolari d'altri paesi che hanno qualche relazione con quest'ultima, la miglior fonte di compara­zione è la prefazione alla ballata suddetta di Francis James Child (9). Il metro, colle solite deviazioni, è di nonari piani e tronchi con asso­nanza sui tronchi.
1 « Il mondo letterario », anno I, n. 33: Canti popolari del Piemonte recati in versi italiani.
2 Ferrara, C. pop. monf., 56; C. pop. di Ferrara ecc., 92; C. pop. del basso Monf., n. Il, p. 5. — Bernoni, C. pop. venez., IX, n. 6.
3 Beaurepaire, 52. — Atger, Poésies populaires en langue d'oc, Montpellier 1875, 21.
4 Arbaud, I, 117. — Smith, in « Romania », VII, p. 83.
5 Ampère, 36. — Beaurepaire, 53.
6 Puymaigre, Ch.-pop. mess., I, 67. — Mélusine », Il, 191.
7 Decombe, 212. — Altre lezioni francesi: Bladé, Ch. pop. de la Gasc., II, 73. — Guillon, 141. — a Revue des langues rom. o, luglio 1874, p. 249. — Bujeaud, I, 296.
8 Milá, Romancerillo ecc., 193, 319. — Briz, I, 135-39. — Almeida-Garret, 134. — Puy‑maigre, Romanceiro portug., 141-42. — Poesia popular gallega, in “ Romania”, VI, 69.
9 Child, III, 204-6.
Da "Canti popolari del Piemonte" - Costantino Nigra - Einaudi
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Un grazie a Max Rapezzi per il disegno originale.
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Partiture:
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Una versione della Val D'Aosta per coro maschile
arm. Antonio Pedrotti
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due versioni emiliane per coro maschile e per coro misto
arm. Giorgio Vacchi
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arm. Giorgio Vacchi
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arm. Giorgio Vacchi
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Nella Somalia bellaarm. Giorgio Vacchi
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martedì 1 maggio 2007

Convegno notturno

(Nigra 76)
Le canzoni italiane, provenzali, francesi e catalane, che si aggi­rano sul tema della domanda per parte del galante d'un convegno notturno, possono dividersi in tre classi.
Prima classe. Convegno promesso e fissato, ma poi, all'atto, non concesso;
Seconda. Convegno promesso e accordato;
Terza. Nessuna promessa e nessuna concessione di convegno.Cominciamo da quest'ultima classe. Ad essa appartiene la lezione d'Oleggio, raccolta da Domenico Buffa e pubblicata da Marcoaldi col titolo L'onesta scortese'. Il galante va a passeggiare la sera sotto le finestre di Maria, bussa alla porta e chiede di entrare. Maria ri­sponde che non ha mai aperto di notte, né aprirà. È scalza, in carni­ciuola. Il galante stia di fuori finché sia giorno. Questi si adira. La ragazza dice, che se è abbandonata morrà di cordoglio. Ma l'onore le è caro quanto l'amore. Abbia pietà di lei. Allora il galante si rav­vede; vorrebbe far pubblica la di lei scortesia in lode del di lei onore. Le dà la buona sera. Domani porterà l'anello e la sposerà. È una bella e onesta canzone che fa onore al popolo che la canta. Fu ripro­dotta nel Nipote del Vesta-Verde di Cesare Correnti del 1856. Una lezione monferrina è nella prima raccolta del Ferraro, e una istria incompleta e scorretta, è in quella dell'Ive (1).
Uno strambotto, pubblicato da Casetti e Imbriani, offre, ma meno bene, la stessa situazione (2).
Alla seconda classe appartengono le lezioni veneziane pubblicate da Bernoni, la marchigiana da Gianandrea, la emiliana di Cento da Ferraro, l'umbra da Mazzatinti (3). In queste la donna si chiama Ca­tina, Catarina (in quella di Cento Bettina). Essa accorda il convegno, introduce l'amante in camera. La madre, o il padre, se ne accorge. Essa dice che è il fornaio di casa, o la sorella. E quando è rimprove­rata per aver introdotto l'amante, risponde : lasciate dire alla gente quel che vuole; io voglio amare chi m'ama.
A questa classe spetta pure la romanza catalana Don Ramon y Magdalena (4) .
La terza classe comprende tutte le piemontesi qui pubblicate, uno strambotto pubblicato da Casetti e Imbriani (5), e una guascona della raccolta di Bladé (6). Nelle lezioni piemontesi la bella Giuseppina, Giovanna o Caterina, richiesta dal galante, gli dà convegno per la sera in casa. Ma venuta la sera e arrivato il galante, non gli apre la porta, colla scusa che è scalza e in camiciuola, e che la madre, essendo il padre assente, dorme con lei. Il galante non ammette la scusa e si crede burlato. In qualche lezione c'è scambio d'acerbe parole.Nella lezione guascona, la bella Marion si ride malignamente del galante che è di fuori al gelo, coi ghiacciuoli alla veste. Essa gli dice : — Hai tu sentito l'usignuolo che canta la ture lan lure? Egli passa la notte al freddo. Hai tu sentito la ghiandaia e il rigogolo, che cantano la tran lan lare? Essi passano la notte alla rugiada. Così, mio povero Giuseppe, tu sei l'uccello di Marion; danza, se vuoi, in mezzo al ghiaccio, e cantami una bella serenata. — Altre lezioni fran­cesi, una della Franca Contea pubblicata da Buchon, una normanna da Ch. Benoist, una franco-brettone da Ad. Orain e tre bressane da Guillon (7) , partecipano un po' a tutte le tre classi. L'amante si pre­senta di sera o di notte alla porta della bella e chiede d'entrare. Essa risponde che non apre la porta a mezzanotte (o che non ha la chiave) e che c'è in casa, coricati, il padre e la madre. Vada sotto la finestra presso il di lei letto. L'amante ci va. È coperto di neve e ha fango fino ai ginocchi. La bella, mossa a pietà, va a prendere il mantello del padre per gettarglielo sulle spalle. Nella lezione normanna, il padre ode il discorso e minaccia la figlia di metterla in convento. Ma essa dichiara che non ci vuol andare e che preferisce, naturalmente, un uomo di suo gusto a tutte le vecchie devote del monastero. Nella le­zione della Franca Contea e nella franco-brettone l'innamorato si lagna che i cani di casa gli abbaiano contro, e par che dicano in loro linguaggio : garzone, tu perdi il tuo tempo. Questa e una delle bres­sane hanno poi finali diversi. La canzone è anche ricordata da Rathery (8).
1 Ferraro, C. pop. monf., 62. — Ive, 323.
2 Casetti e Imbriani, 1, 48.
3 Bernoni, Nuovi c. pop. venez., 9; Tr. pop. venez., 28. — Gianandrea, 279. — Ferraro, C. pop. di Ferrara ecc., 65. — Mazzatinti, 291.
4 Milà, Romancerillo ecc., 188.
5 Casetti e Imbriani, 1, 47.
6 Bladé, Poés. pop. de la Gasc., II, 196.
7 Buchon, 83. — « Romania », XIII, 433. — 329, 333, 399. — Rolland, Recueil ecc.,
v, I.
8 « Moniteur universel », 27 maggio 1853, n. 147.
Da "Canti popolari del Piemonte" - Costantino Nigra - Einaudi
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Partiture:
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Una versione emiliana per coro maschile
arm. Andrea Mascagni
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Un'altra emiliana per coro misto a 6 voci
arm. Giorgio Vacchi
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Una toscana per coro a voci virili
arm. Claudio Malcapi
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due versioni per coro maschile appartenenti alla seconda classe del "Convegno notturno"
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e una trentina
arm. Luigi Pigarelli
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The Musical Salvationist

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L'esercito della salvezza è un'organizzazione cristiana evangelica non militare fondata in 1865. A volte è considerata erroneamente come un’organizzazione di carità e di servizi sociali; tuttavia, fa parte della chiesa cristiana tradizionale ed ha come relativi obiettivi: “L'avanzamento della religione cristiana come promulgamento nelle dottrine religiose.
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Questo è un vecchissimo libro trovato in un mercatino delle pulci, che un po’ alla volta posterò.
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Partiture:
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1
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2
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3
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4
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5
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6
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7
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8
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9
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10
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Composizioni d'autore


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Partiture:

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Marchetto Cara
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Baldassarre Donati
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Orazio Vecchi
STTB
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Luca Marenzio
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G. Gastoldi
SCTB
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Adriano Banchieri
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Benedetto Marcello
SCTB
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G.B. Pergolesi
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